In vista del congresso di ottobre nel PD è partita la corsa alla segreteria dei già noti ed autorevoli candidati a favore dei quali si è schierata, più o meno pubblicamente, la maggior parte della nomenclatura nazionale e locale. Al centro del dibattito ci sono i nomi degli aspiranti segretari che si alternano sui mezzi di informazione a colpi di distinguo tra chi è più vecchio o più nuovo o tra chi è più o meno laico o riformista. E' un dibattito questo che sa di stantìo e che, a mio modesto parere, non accende nessun interesse e, tanto meno alcuna passione tra i militanti ed i simpatizzanti del PD, la maggior parte dei quali, credo, sia più interessata all'identità del partito più che al nome e al viso del futuro segretario. Il prossimo congresso è un'occasione decisiva per la vita del PD e, di riflesso, per la qualità della nostra democrazia. A fronte della crisi generale in cui versa il Paese, un partito veramente democratico che vuole avere una credibile vocazione di governo, prima di scegliere il leader dovrebbe darsi un'identità condivisa all'interno e facilmente riconoscibile dall'esterno. Venuta meno l'aggregante ideologica, l'identità si costruisce neces-sariamente sui contenuti, cioè sulle soluzioni ai vari problemi che il partito intende dare. Per questo sarebbe auspicabile un congresso programmatico preceduto da un dibattito precongressuale dove al centro ci siano i problemi e le soluzioni più che il nome del futuro segretario. Al popolo delle primarie, ed ai milioni di cittadini che si riconoscono nell'aria del centrosinistra, interessa sapere cosa il PD intende fare sui temi ed i problemi all'ordine del giorno come l'insicurezza (quella vera generata dalla sempre più diffusa precarietà del posto di lavoro), sulla giustizia (che sia veloce e veramente uguale per tutti), sulla scuola, sull'informazione, sul conflitto di interessi, sulle fonti di energia ecc. Temi e soluzioni che dovranno esser sia un punto di incontro aggregante ma anche una visibile proposta alternativa non solo all'attuale governo ma, soprattutto, al modello di gestione della cosa pubblica fin qui sperimentato con pessimi risultati anche durante la cd seconda repubblica. Individuato il contenuto programmatico si potrà scegliere la persona ritenuta più idonea a rappresentare, coordinare e guidare il nuovo partito, liberandola così anche da eventuali marchi di provenienza o di appartenenza correntizia.
martedì 21 luglio 2009
Quale segretario o quale partito?
Pubblicato da
Raffaele Leo
alle
15:16
Etichette: Partito Democratico
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)






Nessun commento:
Posta un commento