All'indomani della consultazione elettorale svoltasi in Sardegna dedicammo alla sconfitta del centrosinistra il post del 19.2.2009 dal titolo "Una sconfitta che può essere salutare". In tale occasione ci soffermammo sui limiti di comunicazione del neonato PD a nostro avviso determinati dalla mancanza di idee, progetti e proposte condivise capaci di rappresentare i contenuti sui quali un partito dovrebbe riconoscersi e farsi riconoscere. Segnalammo anche la necessità e l'urgenza della trasformazione del PD da partito-apparato in partito-contenuto anche attraverso un profondo rinnovamento della classe dirigente. Con l'intervento in cabina di regia di Franceschini al posto di Veltroni, qualcosa si è mosso nel senso da noi auspicato. Il PD, in attesa del congresso programmatico previsto per il prossimo ottobre, ha almeno cominciato ad esprimere, con una sola voce, le proprie idee e proposte mettendo fine alla bagarre di dichiarazioni, non sempre concordanti, cui eravamo abituati. Anche se l'esito delle elezioni europee ed amministrative appena svoltesi non è confortante dal punto di vista del risultato numerico, soprattutto se confrontato con le precedenti consultazioni elettorali, presenta alcuni segnali ed aspetti positivi che meritano di essere colti ed approfonditi. Tra questi segnaliamo il successo di immagine e di consenso ottenuto da Debora Serracchiani. La neo-parlamentare europea, con il suo applauditissimo intervento all'assemblea nazionale dei circoli del PD tenutosi il 21.3.2009 a Roma, ha avuto il grande merito di mettere in evidenza, con estrema ed efficace chiarezza, i limiti che incartavano il PD e sui quali anche questo blog si era già soffermato nel post sopra ricordato. Nelle parole di Debora Serracchiani si sono riconosciuti tantissimi militanti e simpatizzanti del PD che hanno a cuore non solo la sorte del partito ma anche, e sopprattutto, quella della qualità della democrazia di questo Paese. La strada è ancora in salita ma il percorso è ormai tracciato ed è quello dell'identità che si costruisce intorno a contenuti programmatici condivisi ed idonei a dare risposte concrete ai problemi della gente nonchè del rinnovamento della classe dirigente attraverso la scelta di donne ed uomini capaci, per passione e competenza, di rappresentare ed eprimere l'animo riformista del PD. Dalle parole di Debora Serracchiani e dal positivo riscontro ottenuto anche in termini elettorali si può e si deve ripartire.mercoledì 10 giugno 2009
(Ri)cominciamo da qui
All'indomani della consultazione elettorale svoltasi in Sardegna dedicammo alla sconfitta del centrosinistra il post del 19.2.2009 dal titolo "Una sconfitta che può essere salutare". In tale occasione ci soffermammo sui limiti di comunicazione del neonato PD a nostro avviso determinati dalla mancanza di idee, progetti e proposte condivise capaci di rappresentare i contenuti sui quali un partito dovrebbe riconoscersi e farsi riconoscere. Segnalammo anche la necessità e l'urgenza della trasformazione del PD da partito-apparato in partito-contenuto anche attraverso un profondo rinnovamento della classe dirigente. Con l'intervento in cabina di regia di Franceschini al posto di Veltroni, qualcosa si è mosso nel senso da noi auspicato. Il PD, in attesa del congresso programmatico previsto per il prossimo ottobre, ha almeno cominciato ad esprimere, con una sola voce, le proprie idee e proposte mettendo fine alla bagarre di dichiarazioni, non sempre concordanti, cui eravamo abituati. Anche se l'esito delle elezioni europee ed amministrative appena svoltesi non è confortante dal punto di vista del risultato numerico, soprattutto se confrontato con le precedenti consultazioni elettorali, presenta alcuni segnali ed aspetti positivi che meritano di essere colti ed approfonditi. Tra questi segnaliamo il successo di immagine e di consenso ottenuto da Debora Serracchiani. La neo-parlamentare europea, con il suo applauditissimo intervento all'assemblea nazionale dei circoli del PD tenutosi il 21.3.2009 a Roma, ha avuto il grande merito di mettere in evidenza, con estrema ed efficace chiarezza, i limiti che incartavano il PD e sui quali anche questo blog si era già soffermato nel post sopra ricordato. Nelle parole di Debora Serracchiani si sono riconosciuti tantissimi militanti e simpatizzanti del PD che hanno a cuore non solo la sorte del partito ma anche, e sopprattutto, quella della qualità della democrazia di questo Paese. La strada è ancora in salita ma il percorso è ormai tracciato ed è quello dell'identità che si costruisce intorno a contenuti programmatici condivisi ed idonei a dare risposte concrete ai problemi della gente nonchè del rinnovamento della classe dirigente attraverso la scelta di donne ed uomini capaci, per passione e competenza, di rappresentare ed eprimere l'animo riformista del PD. Dalle parole di Debora Serracchiani e dal positivo riscontro ottenuto anche in termini elettorali si può e si deve ripartire.
Pubblicato da
Raffaele Leo
alle
17:10
Etichette: Partito Democratico
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