Nel nostro beneamato Paese, anche nei periodi di crisi, c'è una merce che non scarseggia mai: il "distinguo". L'abbondanza è dovuta soprattutto ai mezzi di informazione "al servizio" della demagogia imperante. Le notizie di episodi di violenza sulle donne si rincorrono ormai con triste cadenza pressocchè quotidiana. I fatti sono tutti deprecabili e, quindi, condannabili a prescindere dall'etnia del criminale responsabile o presunto tale. Così però non è. Quando a commettere la violenza è uno straniero o, peggio, un clandestino, gli organi di informazi0ne si scatenano urlando all'emergenza ed invocando misure straordinarie contro il reo (ancorchè presunto innocente fino a sentenza definitiva). Il clamore fa audience ma soprattutto voti tra i paladini della sicurezza a parole che hanno mandato al governo l'attuale maggioranza. Se però la responsabilità di tali crimini è imputabile ad un connazionale, la cosa passa pressocchè inosservata. Mentre Tv e giornali davano, giustamente, ampio risalto al recente episodio di violenza sessuale commesso a Roma da un cittadino rumeno, contemporaneamente a Trento tre italianissimi adolescenti hanno fatto umbriacare ed hanno violentato una ragazza di 14 anni. Ai tre presunti responsabili, a seguito delle indagini effettuate dalla Squadra mobile della questura di Trento, è stata applicata la misura cautelare dell'affidamento in comunità per la durata di sei mesi per il più grande degli indagati e due mesi per per gli altri due. Nessuno ha urlato allo "scandalo" delle scarcerazioni facili attaccando i magistrati "rei" di lassismo contro gli autori di tale deprecabile crimine, nessun conduttore televisivo si è stracciato le vesti invocando leggi più severe contro gli stupratori, che evidentemente sono meno stupratori se sono connazionali. In un Paese serio, un governo serio, una classe politica seria e, soprattutto, un'informazione seria, affronterebbero il problema senza "distinguo" cercando soluzioni e rimedi efficaci sia nell'ambito della repressione che della prevenzione. La violenza sulle donne e sui minori è una vera emergenza e come tale richiede interventi, non solo legislativi, idonei a combattere questo triste fenomeno. Non sono un esperto di statistiche nè ho a disposizione dati certi, ma credo di poter tranquillamente affermare che la stragrande maggioranza delle violenza su donne e bambini viene consumata all'interno delle mura domestiche ad opera di italianissimi, padri, fratelli, nonni, zii ecc. Un problema serio richiede risposte ed interventi seri. Ma questo è un lusso che ora non possiamo permetterci, almeno fino a quando i paladini della sicurezza a parole che ci governano pensano di risolvere questo problema con l'esercito (un soldato per ogni bella ragazza, quelle meno belle si arrangino) oppure impedendo le intercettazioni anche per il reato di violenza sessuale.
mercoledì 4 febbraio 2009
Violenza sulle donne: tra emergenza e demagogia
Pubblicato da
Raffaele Leo
alle
10:49
Etichette: Emergenza sicurezza
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