Fa molto discutere, e non solo all'interno della maggioranza, il balzello che il governo vorrebbe imporre agli immigrati per ottenere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno. Perfino Berlusconi si è dichiarato contrario entrando così in polemica con gli alleati della Lega che molto cortesemente gli hanno fatto notare che il principio della tassa sul permesso di soggiorno era già stato discusso e votato dalla maggioranza, con il parere favorevole del governo, in Senato. Evidentemente sia il capo del governo che altri esponenti della maggioranza, ora contrari, erano distratti quando hanno proposto e votato un simile provvedimento, inserendolo nel dl sulla sicurezza. Anche la CEI ha ribadito la propria contrarietà alla tassa sugli stranieri, considerata un colpo ai più deboli. Padre Gnesotto, responsabile per gli immigrati della Migrantes (Cei) ha, infatti così criticato, la proposta di tassare il permesso di soggiorno: "Indubbiamente la posizione che assumiamo verso ciò che viene chiamato contributo è la posizione di chi ritiene inaccettabile una tassa che è meglio definire balzello nei confronti della già poco tutelata categoria degli immigrati - aggiungendo che - "l'Italia ha avuto, ha e avrà sempre bisogno del lavoro degli stranieri". Molto probabilmente Berlusconi, tra una dichiarazione ed una smentita, anche questa volta riuscirà a mettersi d'accordo con la maggioranza, cioè con se stesso, così sapremo se questo nuovo balzello sui poveri sarà approvato. In tal caso lo storico slogan potrebbe essere corretto in "meno tasse per tutti...i ricchi". Nel frattempo avvisiamo i naviganti che, a dispetto dei proclami della campagna elettorale, nel 2008 si è registrato un peggioramento drammatico dell'immigrazione clandestina dall'Africa; 36.800 sono infatti le persone sbarcate nell'anno appena passato, la cifra più alta negli ultimi dieci anni.
mercoledì 14 gennaio 2009
Il "contributo" per il permesso di soggiorno: una tassa sui più poveri.
Pubblicato da
Raffaele Leo
alle
20:10
Etichette: Berlusconi 3
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