Nel presentare il libro di Bruno Vespa, Silvio Berlusconi ha ribadito la propria chiusura al confronto con l'opposizione sulle riforme: "Nessun dialogo con questa sinistra che non è democratica". Il premier, da gran maestro della democrazia, ritiene possibile fare le riforme anche cambiando la Costituzione senza il confronto con quella cospicua parte di parlamentari che rappresentano circa la metà del Popolo sovrano: "La Carta costituzionale si può cambiare e poi l'ultima parola spetta ai cittadini. Ci sono due votazioni con sei mesi di tempo l'una dall'altra poi a decidere se la riforma sarà giusta saranno i cittadini, questa è la democrazia". La democrazia parlamentare per il nostro premier è evidentemente un optional anche quando sono in gioco poteri o funzioni di rilievo costituzionale come l'ordinamento giudiziario. Proprio con riferimento alla riforma della giustizia, Berlusconi ha annunciato che il governo presenterà al Parlamento una proposta per la riforma della giustizia penale, spiegando: "Le idee sulla giustizia le abbiamo chiare: siamo per la separazione degli ordini, non voglio dire delle carriere, ma degli ordini sì". Non ci resta quindi che attendere per conoscere nel dettaglio come ed in che modo l'attuale primo ministro intende migliorare il servizio giustizia per tutti i cittadini. I precedenti non sono confortanti in quanto le uniche riforme che Berlusconi ha proposto o realizzato nell'ambito giudiziario sono sempre state dettate dall'esigenza di tutelare se stesso o qualche suo sodale. giovedì 11 dicembre 2008
Riforma della giustizia senza dialogo
Nel presentare il libro di Bruno Vespa, Silvio Berlusconi ha ribadito la propria chiusura al confronto con l'opposizione sulle riforme: "Nessun dialogo con questa sinistra che non è democratica". Il premier, da gran maestro della democrazia, ritiene possibile fare le riforme anche cambiando la Costituzione senza il confronto con quella cospicua parte di parlamentari che rappresentano circa la metà del Popolo sovrano: "La Carta costituzionale si può cambiare e poi l'ultima parola spetta ai cittadini. Ci sono due votazioni con sei mesi di tempo l'una dall'altra poi a decidere se la riforma sarà giusta saranno i cittadini, questa è la democrazia". La democrazia parlamentare per il nostro premier è evidentemente un optional anche quando sono in gioco poteri o funzioni di rilievo costituzionale come l'ordinamento giudiziario. Proprio con riferimento alla riforma della giustizia, Berlusconi ha annunciato che il governo presenterà al Parlamento una proposta per la riforma della giustizia penale, spiegando: "Le idee sulla giustizia le abbiamo chiare: siamo per la separazione degli ordini, non voglio dire delle carriere, ma degli ordini sì". Non ci resta quindi che attendere per conoscere nel dettaglio come ed in che modo l'attuale primo ministro intende migliorare il servizio giustizia per tutti i cittadini. I precedenti non sono confortanti in quanto le uniche riforme che Berlusconi ha proposto o realizzato nell'ambito giudiziario sono sempre state dettate dall'esigenza di tutelare se stesso o qualche suo sodale.
Pubblicato da
Raffaele Leo
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15:11
Etichette: Berlusconi 3
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