mercoledì 12 novembre 2008

Si può fare, al cinema come nella vita.


E' nelle sale da ottobre il film di Giulio Manfredonia: SI PUO' FARE

Il film è uscito nel trentesimo anniversario della Legge 180/78, meglio conosciuta come Legge Basaglia, dal suo promotore il noto psichiatra Franco Basaglia. La legge impose la chiusura dei manicomi istituendo i servizi di igiene mentale pubblici , regolamentando il trattamento sanitario obbligatorio. La legge 180 comportò una radicale riforma, sia culturale che medica, dell'approccio terapetico alle patologie mentali basato sulle innovative concezioni psichiatriche sperimentate proprio da Franco Basaglia. Uno dei principali obiettivi della legge è il recupero psico-fisco dei pazienti, anche attraverso la riduzione dei farmaci ed il contenimento fisico, per il loro graduale inserimento nel mondo sociale e del lavoro. La legge Basaglia ha creato quindi i presupposti ed ha favorito la nascita di cooperative sociali partecipate anche da soggetti affetti da patologie mentali.
Il film racconta la storia di un sindacalista, Nello, interpretato dall'ottimo Caludio Bisio, che viene mandato a dirigere una cooperativa di malati mentali appena dimessi dal manicomio. Il film, magistralmente diretto ed interpretato da attori straordinari, fa onore al titolo. "Si può fare" riassume tutta la passione, l'impegno e i valori etici e sociali che animano Nello fino a coinvolgere il gruppo di pazienti in un'impresa che sembrava impossibile, trasformandoli da soggetti passivamente assistiti in imprenditori produttivi di reddito. Il film offre moltissimi spunti di riflessione e commento. Uno degli aspetti più interessanti è, a mio parere, il perenne confronto tra il mondo dei sani, con le sue regole, i suoi riti e le sue convenienze, e quello dei malati, con le ossessioni personali, con le paure indotte anche dalla consapevolezza, spesso inculcata, della diversità, ma anche dalla voglia di riscatto e di affermazione del proprio essere "umano" in qualsiasi dimensione e direzione: lavorativa, affettiva e sessuale. Da un lato la ragione del mondo dei normali che trasmette un senso di sottile tristezza, dall'altro l'istinto del mondo dei malati caratterizzato da un sentimento di gioia che permane anche quando la storia inciampa nella tragedia.
Il film è assolutamente da vedere.

« La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d'essere »
(Franco Basaglia)

1 commento:

CyberMaster ha detto...

...mi sa che lo devo andare a vedere!