Quando in Italia c'era un Parlamento nel pieno delle sue funzione e prerogative, e una democrazia non mortificata dagli uomini della provvidenza, le riforme più importanti che riguardavano la vita di tutti i cittadini venivano discusse ed approvate con la più ampia partecipazione sociale e politica. Oggi il confronto e il dibattito non solo è bandito dal Parlamento, svilito a ruolo di mero ratificatore di decisioni imposte dal governo, ma anche il diritto di manifestare il dissenso è in forte pericolo. La riforma Gelmini è passata indiscussa alla Camera, grazie alla fiducia posta dal governo, che evidentemente non si fida della propria maggioranza, e si accinge ad essere analogamente approvata anche al Senato. Di fronte alle iniziative di protesta di genitori, insegnanti, studenti, professori ecc. che in questi giorni stanno manifestando il proprio legittimo dissenso nei confronti di una riforma chiaramente dettata più da ragioni di bilancio che da necessità di miglioramento dell'istituzione scolastica, il Presidente del Consiglio, nel corso di una conferenza stampa ha chiaramente espresso il proprio autorevole, nonchè autoritario, pensiero. Il premier, scagliandosi contro le manifestazioni di protesta, ha detto: "Siamo decisi ad andare avanti, e diamo un avviso ai naviganti: non permetteremo l'occupazione di luoghi come università e scuole, che è una violenza nei confronti delle famiglie, dello Stato, dei ragazzi che vogliono studiare". Ha poi continuato: "E' una violenza, convocherò oggi pomeriggio Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell'ordine". Il Duce di Arcore nel ricordare il diritto allo studio, all'occorrenza da difendere anche con il ricorso alla forza, dimentica il diritto che ogni cittadino, direttamente o tramite i propri rappresentanti, ha non solo di manifestare ma anche di partecipare nella stesura delle regole che riguardano istituzioni importanti come quella scolastica. Fino a quando ci sarà la possibilità di denunciare queste storture non si può certamente parlare di regime, ma non possiamo comunque ignorare di trovarci di fronte ad una preoccupante emergenza democratica.
mercoledì 22 ottobre 2008
Libro e moschetto: riforma della scuola anche con la forza
Pubblicato da
Raffaele Leo
alle
17:47
Etichette: Istruzione e scuola
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6 commenti:
Ma quale emergenza democratica! La democrazia in Italia c'è e si esprime alle elezioni recentemente vinte, ti ricordo, dal centrodestra.
Il centrosinistra si prepari bene alle prossime.
Manifestare si può ma nel rispetto del diritto di chi a scuola ci vuole andare e magari approva pure la riforma (che, peraltro, sono la maggioranza a giudicare dai sondaggi).
Agli occupanti (o okkupanti come va di moda dire oggi) consiglierei la lettura di qualche saggio sulla vita di Ghandi, uno che di espressione civile di dissenso se ne intendeva.
Dino.
Caro Dino,
l'esistenza di una sana democrazia non dipende dal solo esercizio del diritto di voto (si votava anche nella Russia di Stalin), ma dal corretto funzionamento di tutte le istituzioni statali, dal riconoscimento dello loro autonomia e dalla tutela di tutti i diritti costituzionalmente garantiti. Nel nostro Paese oggi il potere esecutivo (governo), quello legisltativo (parlamento) sono di fatto in mano ad una sola persona che, in attesa di mettere le mani anche sul potere giuridizionale (magistratura) si è fatto una legge che lo pone al di sopra di ogni legge. La stessa persona che controlla gran parte dell'informazione. Ritengo che una situazione del genere non esista in nessun Paese democratico. Tornando alla riforma della scuola, ci troviamo di fronte ad un provvedimento del Governo che il Parlamento non può discutere nè modificare (è stata messa la fiducia), i cui contenuti pur riguardando le famiglie italiane, il corpo docente e non, nonchè milioni di studenti, non sono mai stati discussi nè con gli interessati nè con i rappresentanti degli stessi. A fronte di questo comportamento antidemocratico non resta che la protesta anche attraverso manifestazioni di piazza che nella loro stragrande maggioranza si stanno svolgendo in maniera pacifica. Tu dici che gli italiani sono in maggioranza favorevoli alla riforma, può darsi, ma se è così mi spieghi perchè il governo non discute la riforma con gli interessati che sa già favorevoli secondo i sondaggi? E per qule motivo impedisce al Parlamento, nel quale gode di un vastissima maggioranza, la discussione? Chi protesta vuole solo avere un dialogo con chi governa e decide, se questo dialogo viene sostituito con i manganelli della Polizia credo che sia opportuno riflettere sullo stato della nostra democrazia.
E' l'opposizione che non sta presentando controproposte in Parlamento ma si limita a dire no. Sarebbe anche l'ora di sapere come Veltroni riformerebbe l'istruzione (perchè che sia da riformare lo dicono i dati). Penso che il governo debba governare come da mandato e che non abbia da concordare alcunchè con l'opposizione su questi temi. Casomai è auspicabile che lo faccia con le parti interessate: studenti in primis e poi rettori, docenti e ricercatori e la Gelmini ha sempre detto che con loro la sua porta è aperta.
Benvengano le dimostrazioni pacifiche che non saranno mai sciolte con la forza finchè non impediscono la fruizione dei diritti degli altri.
Dino.
P.S.: Quando parli di "controllo dell'informazione" ti riferisci a Santoro o alla Gruber? A Floris o a Fazio? Forse stavi parlando di Lucia Annunziata o di Milena Gabanelli di Report o ancora di Travaglio o della Berlinguer? Ah, dimenticavo Crozza e la Dandini. Deve essere dura vivere in questo regime anti-dissenso...
caro Dini,
Mo-basta non è un blog del PD nè vuole essere il megafono di Veltroni & Co, è uno spazio a disposizione dei cittadini che vogliono dire la loro su argomenti di attualità. Effettuata questa premessa ritengo opportuno chiarire alcune questioni che forse sfuggono alla tua attenzione. Nessuno contesta il potere-dovere del Governo di governare assumendosi le responsabilità che ciò comporta, qui è in discussione il ruolo del Parlamento che è compostro non solo dall'opposizione ma nche dalla maggioranza. Questo Governo ha il diritto di presentare le sue proposte ma anche l'obbligo di farle discutere dall'organo deputato alla loro approvazione. La riforma della scuola, come qualsiasi altra che investe la vita dei cittadini, dovrebbe essere discussa dal Parlamento, se questo non è consentito ci troviamo di fronte ad un problema di democrazia. La Gelmini dovrebbe tenere la porta aperta prima di varare un decreto e prima di presentarlo blindato al Parlamento e non dopo. La democrazia è discussione e confronto non imposizione delle proprie decisioni.
per quanto rigurda l'informazione credo che tu faccia confusione tra libertà di espressione, che nessuno contesta, con il controllo dei mezzi di informazione. Le persone ed i casi che tu citi sono evidenti in quanto costituiscono le voci non allineate in un sistema di informazione pressocchè asservito alle ragioni del padrone. Tolti i comici dalla lista restano 4 giornalisti (Santoro, Gruber, Floris e Gabanelli) che conducono una trasmissione settimanale (Travaglio partecipa a quella di Santoro) e la Berlinguer del TG3 , a fronte di questa situazione, per restare solo nell'ambito televisivo, l'attuale maggioranza può contare sul TG1, TG2, TG4, del TG5, nonchè sulle quotidiane Porta a Porta e Mixer. Per il bene di tutti credo che un pò di riequilibrio non guasterebbe.
Se scrivo su Mo-Basta vuol dire che ho trovato in questo blog un vero spazio libero e non autoreferenziale. Uno dei pochi dove schiettamente l'editore discute e accetta di esporsi. Detto questo mi pare sia chiaro a tutti i lettori che le tue idee non siano propriamente pro e le mie anti berlusconiane.
Trovo singolare la tua lettura del panorama dell'informazione in Italia e mi chiedo impensierito quale sia il tuo ideale di TG. Tutti i nomi che ho citato conducono spazi televisivi a cadenza fissa non perdendo occasione di sparare liberamente contro il governo. Anzi guarda, te ne cito un altro: Gad Lerner. Credi onestamente che l'uomo della strada viva tutto ciò come una dittatura dell'informazione?
Ti ringrazio per l'apprezzamento al blog che ho voluto senza filtro proprio per consentire a tutti di dire la loro. Le mie critiche a Berlusconi nascono dall'esame di ciò che lui o il suo governo fa o vuole fare e su questo mi piace confrontarmi con chi non la pensa come me. Più che di un TG ideale mi piacerebbe parlare dell'informazione ideale, cioè quella che in Italia latita, se non in qualche raro ed isolato caso. L'informazione ideale è quella che si mette al servizio dei cittadini informandoli sui fatti e separandoli dalle opinioni. Noi invece abbiamo un'informazione "al servizio" del potente di turno. Quindi una informazione che fa scomparire i fatti per far spazio alle opinioni gradite all'editore-politico. Chi riferisce i fatti viene censurato o messo al bando. Per ovviare a questo bisogna fare come si fa in tutti i Paesi democratici dove non sono consentite concentrazioni tra stampa, TV, radio, dove gli editori non raccolgono direttamebnte la pubblicità e dove chi fa informazione non può assumere cariche politiche e se le assume deve veramente smettere di fare l'editore. Queste regole ora toccherebbero Berlusconi ma un domani potrebbero riguardare qualsiasi magnate dell'informazione che potrebbe mettersi alla guida del centro-sinistra. Non ho mai parlato di dittatura dell'informazione, ma solo di uno squilibrio che è innegabile. Ti faccio un esempio. Cosa sanno i cittadini della riforma della scula? Tutti pensano che la Gelmini vuole solo reintrodurre il grembiule, il voto in condotta e il maestro unico come una volta. Questo è quanto ci raccontano tutti i Tg. Trattandosi di cose condivisibili i sondaggi danno un largo consenso al governo per la riforma. Se invece i TG informassero sugli altri contenuti della rifroma credo che le cose cambierebbero. Nei prossimi tre anni la legge finanziaria prevede 8miliardi di tagli alla scuola, l'orario viene ridotto da 30 a 24 ora con buona pace del tempo pieno, e con circa 87mila insegnanti in esubero. Se questi fatti vengono riferiti in qualche trasmissione non allinata si grida alla faziosità. La stessa cosa è successa con Alitalia. L'informazione maggioritaria con Porta a Porta in testa ha presentato il piano Fenice come un brillante successo di Berlusconi, mentre, grazie all'informazione indipendente, qualche italiano ha capito che trattasi di una truffa a danni dei cittadini. Grazie alla Gabanelli è stato anche scoperto che il piano di salvataggio del Governo prevedeva una norma che salvava tutti i manager che avevano truffato i risparmatori come il buon Tanzi della Parmalat.
A me piace l'informazione che predilige i fatti alle opinioni, quelle preferisco falmele io.
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