Per l'effetto dell'entrata in vigore delle misure urgenti in materia di sicurezza pubblica volute da questo governo, da stamane troveremo per le strade 3mila militari addetti alla repressione e prevenzione della criminalità. Secondo quanto stabilito dal decreto firmato dal Ministro dell'Interno, Roberto Maroni e da quello della Difesa, Ignazio La Russa, per sei mesi, con possibilità di proroga, uomini dell'Esercito, della Marina Militare, dell'Aeronautica e dell'Arma dei Carabinieri saranno impiegati in compiti di vigilanza a siti e obiettivi sensibili. Mille militari sono destinati al presidio esetrno dei centri per immigrati, altri mille vigileranno su 72 obiettivi sensibili dislocati nelle città di Roma, Milano e Napoli. I restanti mille sono destinati a compiti di perlustrazione e pattuglia a disposizione dei prefetti di nove città (Bari, Catania, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Verona). Le zone ritenute più a rischio saranno sorvegliate anche di notte. I militari, opportunamente addestrati, non avranno compiti ed orari necesariemente coincidenti con quelli delle forze dell'ordine e saranno equipaggiati con armi a canna corta. Per per ogni due militari è previsto l'affiancamento di uno o due uomini delle forze di polizia. Il decreto mirerebbe a liberare circa 2mila uomini delle forze di polizia che potranno essere impiegati in altre aree dove è necessaria una maggiore presenza per il contrasto alla criminalità organizzata. Il provvedimento del Governo ha destato non poche perplessità non solo negli ambienti politici ma anche in quelli delle forze dell'ordine che, attraverso i propri sindacati, hanno già segnalato la propria contrarietà. Se la matematica non è un opinione, l'affincamento dei militari da parte delle forze dell'ordine richiederà l'impiego di almeno 1000-2000 uomini, che quindi non potranno essere destinati al contrasto della criminalità organizzata. In considerazione dei drastici tagli alle spese per la sicurezza, che priveranno nel prossimo triennio le forze di polizia dei mezzi idonei a contrastare la criminalità, nonché delle annunciate misure che andranno ad impedire le intercettazioni telefoniche ed ambientali, è più che legittimo considerare l'impiego dei militari una mera operazione di facciata, al pari di quella dei famosi "poliziotti di quartiere", che nel quinquennio 2001-2006 era più facile vedere nei telegiornali che per le strade. In quel famoso quinquennio nel quale Silvio Berlusconi si era contrattualmente impegnato con gli Italiani a "dimezzare i reati", nonostante l'istituzione dei poliziotti di quartiere, secondo i dati del CENSIS, i reati sono aumentati costantemente con una media di 150mila all'anno. Il dato più preoccupante riguardava i reati più gravi: omicidi +11%, reati di strada (scippi, borseggi) +10%. Il record però venne raggiunto dalle truffe, esplose da 39mila nel 2001 a 187mila del 2004.





1 commento:
Segnalo un calcolo molto interessante sui numeri dell'esercito in città:
http://facciamoiconti.blogspot.com/2008/08/militari-nelle-citt-quanti-sono.html
Posta un commento