mercoledì 23 luglio 2008

L'immunità alle alte cariche dello stato è legge


Con l'approvazione definitiva al Senato il lodo Alfano che garantisce l'immunità per le alte cariche dello Stato per tutto il mandato è legge. Il disegno di legge approvato con larga maggioranza sospende, per tutta la durata della carica, i procedimenti penali nei confronti del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio e dei Presidenti di Camera e Senato. Il provvedimento era stato varato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 27 giugno e la presentazione era stata autorizzata dal capo dello Stato il 2 luglio, quindi in soli 25 giorni il Parlamento ha approvato la legge che serve a Berlusconi per sospendere il processo che lo riguarda e che pende innanzi al Tribunale di Milano nella sua fase conclusiva dove il premier è imputato per corruzione in atti giudiziari. Il nostro Parlamento, con insolita velocità, ha quindi varato l'ennesima legge ad personam. Il provvedimento è compotso da un solo articolo suddiviso in otto commi e prevede la sospensione di tutti i procedimenti penali che riguardano le alte cariche dello Stato per tutta la durata del mandato. I procedimenti giudiziari soggetti a sospensione possono anche riferirsi a fatti commessi prima della assunzione della carica e possono essere già in corso, in ogni fase o grado di giudizio. Per il Presidente della Repubblica e per il capo del Governo restano esclusi i reati commessi nell'esercizio della loro funzione. Continuano infatti ad applicarsi gli articoli 90 e 96 della Costituzione, che prevedono la possibilità di sottoporre il Presidente della Repubblica in stato di accusa per alto tradimento e attentato alla Costituzione mentre il premier può essere imputato per reati commessi nell'esercizio della propria funzione, previa autorizzazione della Camera di appartenenza. La sospensione dei procedimenti non è reiterabile, pertanto una stessa persona non può continuare ad usufruirne se, cessata una carica, ne assume un'altra. Il testo della legge prevede espressamente una sola eccezione, quella del capo del governo (guarda caso) che venga nominato di nuovo nella stessa legislatura. L'interessato, per tutelare il proprio diritto a difendersi in giudizio , può rinunciare in ogni momento alla sospensione. Durante il periodo di sospensione resta sospesa anche la prescrizione e al giudice è concessa la facoltà di assumere prove non rinviabili. Le parti civili possono trasferire il processo in sede civile, dove la sua causa gode di una priorità.
Con questo provvedimento, palesemente incostituzionale, e con l'imminente approvazione del cosiddetto pacchetto sicurezza, il nuovo governo ha inaugurato la stagione delle riforme che, almeno per quanto riguarda la giustizia, dovrebbe, secondo i proclami del Ministro Alfano, proseguire nel prossimo autunno. Nel frattempo una riforma importante è stata già fatta: è stato cancellato dal nostro ordinamento il principio che la legge è uguale per tutti.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ringraziato i senatori del Pdl, incontrati questa sera a Palazzo Madama, per il lavoro svolto finora, e si e' detto felice perche' da ieri finalmente i magistrati non potranno piu' "perseguitarlo".

Il premier si e' detto soddisfatto del fatto che adesso "il sabato potro' passarlo a occuparmi di politica invece che con i miei avvocati". Il Cavaliere, per spiegare la sua situazione, ha poi ricordato che da quando e' entrato in politica ha dovuto affrontare 2.502 udienze.