lunedì 21 luglio 2008

Il sultanato delle banane


Con non poca tristezza possiamo tranquillamente affermare che l'Italia è l'unico Paese al mondo che annovera tra i propri ministri personaggi che nel curriculum possono "vantare" una condanna per per vilipendio alla bandiera. Evidentemente l'offesa all'emblema della nazione non bastava, quindi, oltre ai reiterati epiteti contro la capitale da sempre definita "ladrona", il repertorio del Ministro alle Riforme Costituzionali, Umberto Bossi, si è arricchito con un altro gesto offensivo questa volta indirizzato all'inno nazionale. Il padre della Lega dal palco del congresso leghista di Padova, nel corso di un roboante comizio, ha commentato la strofa "E schiava di Roma Iddio la creò'" alzando il dito medio. Scontata la standing ovation delle camice verdi. I più noti esponenti del centro-destra, alcuni dei quali tradizionalmente (e ovviamente solo a parole) strenui difensori dei simboli patriottici, hanno minimizzato l'accaduto qualificandolo come una mera esternazione folkloristica del senatur. Guarda caso gli stessi politici che pochi giorni prima si stracciavano le vesti gridando allo scandalo per le dichiarazioni dei comici Grillo e Guzzanti nel corso della manifestazione dell'8.7.2008 in Piazza Navona. Umberto Bossi però non è un comico nè un esponente di un gruppo folk: è un ministro della Repubblica Italiana, che ha prestato giuramento proprio difronte ai simboli oggetto del suo vilipendio nonchè nella mani del massimo garante della costituzione. Il ministro leghista ha inveito anche contro gli insegnanti meridionali rei di aver bocciato un suo figliolo: "Non possiamo lasciare martoriare i nostri figli da professori che vengono dal Sud". Questa esternazione rappresenta l'ulteriore sintomo della trasformazione in essere, almeno nell'attuale maggioranza, dell'assetto istituzionale dello Stato che da Repubblica parlamentare si sta trasformando in Sultanato, dove il pensiero e l'azione di chi ci governa è detatto più dalle vicende personali che dalle questioni di interesse generale.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ringraziato i senatori del Pdl, incontrati questa sera a Palazzo Madama, per il lavoro svolto finora, e si e' detto felice perche' da ieri finalmente i magistrati non potranno piu' "perseguitarlo".

Il premier si e' detto soddisfatto del fatto che adesso "il sabato potro' passarlo a occuparmi di politica invece che con i miei avvocati". Il Cavaliere, per spiegare la sua situazione, ha poi ricordato che da quando e' entrato in politica ha dovuto affrontare 2.502 udienze.