Mentre la nostra classe politica discute di immunità, di rintroduzione dell'autorizzazione a procedere e di altri scudi giudiziari a difesa degli eletti e nel nome della governabilità, un altro caso di malapolitica irrompe sulla scena. Il presidente della regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco del centro-sinistra, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Pescara. Con lui sono finiti in manette altre persone, compresi alcuni asessori. L'inchiesta della Procura delle Repubblica di Pescara riguarda la cartolarizzazione dei debiti della sanità abruzzese. Il presidente della Regione e gli altri coindagati sono accusati di associazione per delinquere, corruzione e concussione per gestione privata nella sanità. Nell'inchiesta risultano indagate 35 persone. Oltre al presidente Del Turco, i provvedimenti restrittivi della libertà sono stati adottati anche nei confronti dell'assessore alla Sanità Bernardo Mazzotta, del segretario generale della presidenza, Lamberto Quarta, dell'assessore Antonio Boschetti, dell'ex assessore alla Sanità del centrodestra Vito Domenici e dell'ex presidente della finanziaria regionale Masciarelli. Poichè l'indagine ed i provvedimenti adottati dalla magistratura abruzzese riguardano in gran parte esponenti del centro-sinistra, molto probabilmente, non verrà sollevato dai garantisti a targhe alterne il solito polverone contro le toghe rosse che vogliono sovvertire la volontà degli elettori e, quindi, nessuno oserà invocare per i presidenti delle regioni l'immunità già in parte approvata per il Presidente del Consiglio. Evidentemente il diritto ad essere governati ha la sua rilevanza solo quando l'indagine o i porcessi riguardano il capo del governo nazionale. Ai governatori regionali ed ai cittadini che li hanno votati non è riconosciuto analogo diritto.





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