sabato 24 maggio 2008

Ritorno al nucleare



Il neo Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, davanti alla platea di Confindustria ha annunciato: "Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione di una centrale nucleare di nuova generazione". Secondo l'autorevole rappresentante del governo non è più eludibile la formulazione di un Piano per il ritorno al nucleare, perchè "solo queste centrali consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente". A distanza di 20 anni dal referendum che nel nostro Paese aveva messo al bando l'energia nucleare, secondo il ministro Scajola, è ora arrivato il momento di "ricostruire competenze e istituzioni di presidio, formando la necessaria filiera imprenditoriale e tecnica e prevedendo soluzioni credibili per i rifiuti radioattivi". L'annuncio ha scatenato un appassionato dibattito, con vasta eco su tutti i blog, tra favorevoli e contrari, con motivazioni di carattere scentifico, o pseudo tali, e posizioni più o meno influenzate dalla matrice politica dei contendenti. Conscio di non avere le competenze scentifiche necessarie per intervenire con valide argomentazioni sul problema della sicurezza delle centrali di nuova generazione, nè tantomeno sulla convenienza economica che, a medio e lungo termine, la produzione di energia nucleare potrà comportare, preferisco metter da parte qualsiasi pregiudizio politico ed ambientalistico e lanciare una sfida sia ai politici che ai cittadini favorevoli all'installazione di nuove centrali nucleari. Poichè ritengo che uno dei primi problemi, forse il più importante, sia quello di individuare l'ubicazione dove realizzare le nuove centrali e dove depositare le scorie nucleari, sarebbe opportuno che i politici e i cittadini fautori del nuovo corso, indicassero, nell'ambito del proprio territorio, un sito idoneo ad ospitare sia le centrali che le scorie. I politici dimostrerebbero così la loro buona fede sulla ritenuta sicurezza delle centrali e dei depositi di scorie ed i cittadini fornirebbero utili indicazioni al governo che nello scegliere tra varie opzioni potrebbe preferire quelle dove vi è il maggior consenso. Qualora un tale indicazione fosse obbligatoria sono certo che assisteremmo ad una bella contesa, ad esempio, tra Berlusconi che insisterebbe per avere una centrale nucleare ad Arcore, offrendo magari per lo stivaggio delle scorie uno dei suoi terreni in Sardegna, e Tremonti che invece si batterebbe per una centrale in Valtellina e il deposito delle scorie a Sondrio o viceversa, ovviamente entrambi dovrebbero vincere la concorrenza di Scaloja che giustamente coltiverebbe con la sua consueta determinazione, la legittima aspettativa di avere una centrale e una discarica nucleare ad Imperia. Per evitare una tale contesa, qualora non fosse possibile accontentare tutti i politici favorevoli al nucleare creando una centrale e una discarica nei territori a loro più cari, la scelta potrebbe essere fatta tra i territori nei quali risiede la maggior parte di coloro che applaudono all'iniziativa del governo. Forza gente, entro cinque anni è prevista la posa della prima pietra, segnalate la vostra città, o il vostro territorio, se non volete perdere la grande opportunità di avere una centrale nucleare vicino casa. Il futuro è alle porte, sarebbe un peccato perderlo.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Secondo me è come per le i termovalorizzatori. Orami c'è poco da discutere, proporre o opporsi. C'è da realizzare e alla svelta.
Dino.

Raffaele Leo ha detto...

Se le centrali nucleari sono da realizzare ed anche alla svelta, non credi che sia giusto e opportuno che i politici ed i cittadini favorevoli a tali impianti indichino una zona del proprio territorio dove realizzarli e dove mettere le scorie?

Anonimo ha detto...

Certo, la concertazione è un buon metodo per realizzare le cose.
In Italia però dovrebbe sempre essere accompagnata dalla fissazione di un termine breve passato il quale si passi alla subito alla fase del fare.
Inoltre dovrebbe essere chiaro che non si sta discutendo del "se" ma solo del "dove".
Dino.

Raffaele Leo ha detto...

Ho l'impressione che l'annuncio riguardante le centrali nucleari sia solo un modo per dare l'impressione di fare più che fare veramente. Se entro 5 anni si vuole dare corso alla costruzioni di centrali nucleari sarebbe opportuno informare i cittadini sui costi, i benefici, i rischi e l'ubicazione degli impianti di produzione e di smaltimento delle scorie. In mancanza di tali "dettagli" non si può neanche ipotizzare una concertazione 8con chi?). Per questo ritengo che le centrali nucleari, al pari di altri porovvedimenti o annunci tipo reato di immigrazione clandestina, abbassamento delle tasse, Alitalia ecc. sia solo uno spot.

Laura ha detto...

Segnalo questo indirizzo per chi fosse interessato all'argomento centrali nucleari:
http://www.movisol.org/riconversione.htm