venerdì 2 maggio 2008

Le morti invisibili

Le chiamano morti bianche ma, considerando la scarsa risonanza politica e mediatica, sarebbe meglio definirle morti invisibili. Nel 2006, nonostane il calo del 6% rispetto all'anno precedente, si sono verificati sul lavoro 1.260 morti e 913.500 infortuni. Per l'anno in corso le stime dell’Inail non sono confortanti e la situazione resta allarmante. La media di circa tre morti al giorno evidenzia una vera e propria emergenza sociale pressocchè trascurata dal dibattito politico. I numeri di questo triste fenomeno sono statisticamente più preoccupanti di quelli che rappresentano l'incidenza della criminalità organizzata o di matrice extracomunitaria. Ieri nel corso delle celebrazioni del 1° maggio la questione è tornata alla ribalta ed è stata posta al centro di innumerevoli discorsi e proclami. Da domani, purtroppo, si tornerà alla "normalità". I lavavetri di Firenze si riprenderanno le prime pagine dei giornali, il plastico di Cogne riconquisterà lo studio di Porta a Porta, il nuovo Governo debellerà la criminalità di strada con deportazioni di massa di chi non ha un congruo reddito mentre i morti sul lavoro torneranno ad occupare le strisce scorrevoli dei programmi di news. Queste morti non "fanno notizia" forse perchè non "fanno voti", anzi potrebbero toglierli. L'informazione di Palazzo se ne occupa solo quando il fatto è davvero eclatante ma raramente comunque va oltre la notizia. L'approfondimento per lo più è dedicato al delinquente soprattutto se extracomunitario e clandestino. Chiudo questo post pubblicando una lettera apparsa sul quotidiano la Repubblica del 22.4.2008. E' la lettera di Graziella Marota una madre di Ortezzano (AP) che ha perso il proprio figlio di 23 anni a causa di un infortunio sul lavoro. Ad Andrea e a tutti i martiri del lavoro dedichiamo un pò del nostro spazio con la speranza che tali tragedie possano diventare quanto prima solo un ricordo statitistico.

"Sono la mamma di Andrea Gagliardoni, morto il 20.6.2006 presso la ditta Asoplast di Ortezzano mentre stava lavorando. Una macchina tampografica gli ha schiacciato il cranio. Da quel giorno vivo nel dolore e nell'angoscia . E da quel giorno ho fatto della lotta per la sicurezza sul lavoro anche la mia lotta. Lo scorso 4 aprile si è tenuta la prima udienza preliminare : imputati per omicidio colposo i responsabili. Le accuse erano di non aver messo a disposizione un'attrezzatura idonea e di aver disattivato l'unico sistema di sicurezza per non rallentare la produzione. Inoltre (per la ditta costruttrice) aver costruito ed apposto il marchio CE ad una macchina non conforme ai requisiti essenziali di sicurezza. Con questi capi di imputazione mi aspettavo una condanna che fungesse almeno da deterrente per quesgli imprenditori che agiscono mettendo a repentaglio la vita dei loro operai. Ma tutto il processo si è risolto in pochi minuti. Gli imputati hanno chiesto il patteggiamento e il Pm ha ritenuto congrua la pena di otto mesi di condizionale per gli imputati. Per la vita di Andrea spezzata a 23 anni. Oggi ancora più di prima urlo tutto il mio dolore e la mia rabbia contro questa sentenza scandalosa e irriverente nei confronti di tutti i martiri del lavoro. Continuerò imperterrita la mia lotta, sperando che qualcosa cambi". Graziella Marota (Ortezzano - AP)

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