domenica 18 maggio 2008

La terra di Gomorra


Dal 16 maggio è nelle sale il film di Matteo Garrone "GOMORRA" tratto dal'omonino libro inchiesta di Roberto Saviano. Il film che porta sullo schermo alcune delle storie fotografate dallo scrittore campano accende i fari su una realtà fatta di micro e macro criminalità spesso alla ribalta della cronaca ma mai assunta a vera e propria "emergenza criminalità". I numeri del fatturato della Camorra campana come pure quelli delle vittime sono ragguardevoli. Secondo i più recenti dati forniti dall'Eurispes la Camorra gudagnerebbe 7.230 milioni di euro l'anno dal traffico di droga, 2.582 milioni da crimini legati all'imprenditoria (appalti truccati, riciclaggio del denaro sporco ecc.), 258 milioni dalla prostituzione, 2.066 milioni dal traffico di armi e 362 milioni dall'estorsione e dall'usura. Il giro d'affari complessivo è di circa 12 miliardi e mezzo di euro. All'elenco va aggiunto lo smaltimento illegale dei rifiuti, sia industriali che urbani, attività estremamente lucrosa che non solo ha messo in ginocchio tutto il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani ma è anche causa di un grave degrado ambientale di vaste zone di campagna nelle province di Napoli e Caserta. I numeri della Camorra però non sembrano interessare nè la politica nè la popolazione. In questi giorni i nostri giornali e telegiornali sono in trepida attesa del decreto sicurezza che il Governo si appresta ad emanare, Nel frattempo l'emergenza rom tiene banco. A Ponticelli, nel napoletano, una folla di cittadini esasperati ha preso d'assalto un accampamento rom, nonostante alcuni incendi provocati dal lancio di molotov, la tragedia, per fortuna è stata solo sfiorata. Probabilmente tra quei cittadini d'assalto vi era anche qualcuno che tempo addietro voleva impedire alle forze dell'odine la cattura di alcuni pericolosi cammorristi. Quello che sta accadendo nel nostro Paese è sintomatico di una grave regressione culturale, incoraggiata anche da una pessima informazione che al racconto dei fatti preferisce assecondare gli interessi dell'editore e delle sue simpatie politiche. Un'informazione e una classe politica degna di un paese civile, dovrebbero informare gli italiani che i delitti della criminalità organizzata, come pure quelli imputabili agli italiani, sono più numerosi e, spesso, gravi di quelli imputabili agli stranieri. Una corretta informazione consentirebbe così ai cittadini esasperati di scegliere meglio gli obiettivi da assaltare, magari la villa di un mafioso invece che la baracca di una famiglia rom.


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