Dalla mezzanotte di oggi cala il silenzio su questa campagna elettorale. Domenica mattina si torna alle urne, siamo chiamati a scegliere il nuovo parlamento in gran parte a scatola chiusa "grazie" a questa legge elettorale. Le ipotesi di risultato sono fortemente condizionate dall'elevato numero di indecisi e di demotivati. Le incognite sono tante e, molto probabilmente, rimarranno tali anche dopo il voto. Il Paese ha bisogno di un nuovo patto sociale e di una nuova classe dirigente capace di favorirlo e realizzarlo senza il condizionamento e la zavorra delle logiche di schieramento e degli interessi di parte. Una nuova classe dirigente che deve essere scelta e selezionata con metodi democratici e non sulla base delle simpatie o, peggio, degli interessi di bottega di pochi. Con queste elezioni il "porcellum" dovrebbe essere archiviato per sempre, o per iniziativa parlamentare o per la volontà popolare che verrà espressa con l'espletamento del referendum che la crisi di governo ha congelato. Mo Basta invita tutti a votare. Tra le urla ed i soliti slogan di questa campagna elettorale qualche cosa di nuovo è emerso. Le novità percepite meritano di essere incoraggiate e sostenute sia con il voto che con la partecipazione. Non è vero che tutti i partiti sono uguali. Il qualunquismo non è nè una risposta nè una soluzione. C'è differenza tra chi chiede il voto per riformare l'Italia e chi per consolidare e riaffermare il proprio desiderio di potere. Tra chi vuole più sicurezza e certezza del e sul lavoro e chi, invece, vuole più precarietà. Tra chi considera eroe un condannato per delitti di mafia e chi invece considera eroi Falcone e Borsellino. Tra chi vuole favorire la ricerca ed incrementare le fonti di energia alternative e rinnovabili e chi vuole tornare al nucleare. Tra chi considera una risorsa gli immigrati e vuole l'integrazione nella legalità e chi vuole criminalizzarli. Chi considera la bandiera il simbolo dell'unità di una Nazione costruita con il sangue, il sacrificio e l'abnegazione di tanta gente e chi invece ne vuole fare carta igienica. Il 13 ed il 14 aprile cominciamo anche con il voto a dire basta a chi vuole un Italia che guarda al passato e premiamo chi invece comincia a guardare avanti.
venerdì 11 aprile 2008
Silenzio...si vota
Pubblicato da
Raffaele Leo
alle
20:16
Etichette: Riforma elettorale
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1 commento:
Voto perchè vorrei non essere rappresentata da chi ha deali diversi dai miei, voto perchè vorrei che i miei figli avessero sempre la forza di esprimere il proprio pensiero senza vergognarsene, voto perchè penso anche a chi ha sacrificato tutto per il diritto al voto che oggi abbiamo; mi piace pensare all'Italia che ha ancora una memoria storica.
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