giovedì 3 aprile 2008

Il voto utile


Nel corso di questa campagna elettorale che, per fortuna, sta volgendo al termine spesso è stato evocata la necessità di esprimere un voto utile, inteso tale quello espresso solo in direzione del Partito Democartico o del Popolo delle Libertà. Io considero utili tutti voti, anche quelli che non vanno nella direzione auspicata da Veltroni e da Berlusconi. La crisi politica e di valori che attraversa il nostro paese deriva anche da un sempre più diffuso senso di sfiducia nei confronti della politica e di chi la fa. Sfiducia e disinteresse hanno regalato ampi spazi sia ai professionisti della politica che a quelli dell'antipolitica. Gli uni e gli altri, seppur apparentemente contrapposti, sono spesso accomunati dalla cultura dei propri affari, soprattutto quanto scema l'interesse e, quindi, il controllo della maggiornza dei cittadini onesti. Come già scritto in altre occasioni il solo voto non è sufficiente a cambiare le cose. Per riprenderci l'Italia dalle mani dei professionisti di cui sopra ci vuole una sempre più crescente partecipazione attiva. In attesa che ci venga restituito il pieno diritto di scegliere i nostri rappresentati in Parlamento, anche questo voto monco può essere utile, soprattutto se diretto verso quelle forze politiche, piccole o grandi che siano, che annoverino donne e uomini che con la loro attività e la loro storia abbiano già dato prova di lavorare non per il proprio orticello ma per l'interesse generale.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

D'accordo, ogni voto è utile sopratutto nell’ottica di migliorare la partecipazione attiva della gente ma rimane il fatto che al di fuori dei due principali schieramenti i non c’è scelta di governo… e il voto si disperde. E’ necessario chiedersi quale dei due sia meno peggio.
Dino

Raffaele Leo ha detto...

C'è chi chiede il voto per vincere le elezioni e chi invece per cercare di cambiare il paese. Scegliere di dare il proprio consenso sulla base di questa scriminante sarebbe già un passo avanti rispetto alla scelta del meno peggio.