martedì 22 aprile 2008

Il Paese delle "emergenze" e dell'ipocrisia



Nel nostro beneamato Paese l'informazione "ufficiale", in pratica quella legata alle convenienze della parte che la gestisce, si ciba periodicamente di un'emergenza. In questi giorni è il turno dell'emergenza "sicurezza". All'improvviso siamo diventati tutti insicuri, ci barrichiamo in casa e donne ed anziani sono costretti a non uscire di casa soprattutto la sera. La colpa? Degli immigrati clandestini e dei sindaci di sinistra, nei comuni governati dalla sinistra, e del Governo Prodi nei comuni governati dalla destra. Questo in sintesi il messaggio diffuso ieri sera dalla trasmissione Porta a Porta, come sempre ben diretta da Bruno Vespa. Costui, con estrema disinvoltura ed innegabile bravura riesce a passare dal garantismo più estremo quando si tratta di imputati eccellenti come le cosiddette "vittime di tangentopoli", al giustizialismo più becero quando a delinquere sono comuni cittadini. Nel corso della trasmissione si è discusso del grave allarme sociale che il recente fatto di violenza accaduto a Roma, a danno di una ragazza africana, ha provocato nel nostro Paese in balia, secondo la rappresentazione dei probabili futuri ministri Gasparri e Castelli, di scorribande di impuniti extracomunitari clandestini non espulsi dal Governo Prodi. Ovviamente Bruno Vespa, fedele alla prassi consolidata del suo programma, non ha fornito alcun dato oggettivo sulle statistiche che riguardano la criminalità. I dati oggettivi non si addicono ad un programma di disinformazione dove i fatti devono necessariamente scomparire per far posto alle opinioni soprattutto quelle del "committente". A Roma domenica si vota per il ballottaggio e in previsione di tale appuntamento elettorale la trasmissione è stata confezionata. Non è difficile immaginare che dopo l'elezione del sindaco di Roma e con l'insediamento del nuovo governo, tutto tornerà alla solita calma, dai TG spariranno le persone che non ce la fanno ad arrivare a fine mese, e i fatti più gravi di cronaca torneranno ad essere imputati all'azione dei singoli disgraziati che li commettono "nonostante l'efficace azione di prevenzione posta in essere dalle autorità competenti". Porta a Porta dimenticherà i rifiuti di Napoli che hanno occupato, anche fisicamente, lo studio nel corso dell'ultima campagna elettorale, e tornerà ad occuparsi di cucina, diete e magari del delitto di Cogne. Un giornalista vero nel corso di un vero programma d'informazione avrebbe dovuto documentarsi per poi informare i cittadini qual'è la reale incidenza dei delitti commessi dagli extracomunitari clandestini rispetto a quelli imputabili ai nostri connazionali, come pure sulle responsabilità di chi ha varato certe norme tutt'ora in vigore. Bruno Vespa avrebbe così scoperto che il rapporto tra i reati commessi dagli stranieri (clandestini inclusi) e gli Italiani è di 30 a 70. Qualora si fosse documentato avrebbe potuto contestare a Gasparri e a Castelli, sedicenti paladini della sicurezza dei cittadini, che nel quinquennio 2001-2005 (governo Berlusconi), rispetto al quinquennio precedente e a dispetto dell'impegno assunto con il famigerato contratto con gli italiani (Dimezzeremo i reati), secondo i dati Censis i reati sono aumentati costantemente con la media di quasi 150mila all'anno. In particolare tra quelli più gravi: omicidi +11%; scippi e borseggi +10%. Le truffe sono aumentate da 39mila del 2001 a 187mila nel 2004. I numeri sono fatti e non opinioni, quindi, è meglio nasconderli sprattutto quando non fanno comodo all'editore di riferimento. Noi cittadini dovremmo avere il diritto di conoscere prima i fatti e poi le opinioni, invece siamo bombardati da opinioni che in realtà nascondono i fatti per poi farli scomparire. Sull'emergenza sicurezza Porta a Porta ci informa sul pensiero di Di Pietro o di Gasparri, ma non ci dice che i morti sul lavoro (la media è di tre al giorno) sono di gran lunga superiori a quelle provocate dai clandestini, come pure non ci dice che le violenze consumate o tentate sulle donne dagli stranieri (20%) sono infinitamente più circoscritte rispetto a quelle registrate nell'ambito familiare (80%). Per la disinformazione, l'ipocrisia e la demogogia di Stato l'emergenza è però rappresentata dalle casistiche con percentuali più basse. Il sospetto che gli allarmi emergenza possano in questo Bel Paese essere utilizzati più per colpire o avvantaggiare qualcuno che per risolvere i problemi è più che legittimo.

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