lunedì 17 marzo 2008

Meno di un mese dalle elezioni.

Il conto alla rovescia è ormai partito. Tra meno di un mese avremo un nuovo Parlamento e un nuovo Governo. Le forze e le debolezze in campo si contrappongono con il solito battage pubblicitario fatto di promesse, proclami, impegni che mentre scaldano gli animi delle rispettive fazioni lasciano indifferenti almeno il 30% di elettori che, secondo le stime più recenti, avrebbero già espresso la propria decisione di astenersi dal voto. Questa legge elettorale che, tra l'altro, ha espropriato i cittadini del diritto di scegliere i propri rappresentanti, contribuisce certamente ad incentivare l'astensione. Il prossimo Parlamento è di fatto già delineato per almeno l'80% dei suoi componenti, il restante 20% dipenderà dall'esito elettorale ma solo sulla ripartizione degli eletti già prescelti dai rispettivi apparati. Nell'attesa di una riforma che ci restituisca il pieno diritto di voto e di scelta non credo che rinunciare al voto sia la scelta migliore. L'astensione premia sempre chi direttamente o indirettamente la provoca. Il solo esercizio del diritto di voto non basta a cambiare le cose, ma rinunciare ad esso finisce per dare ragione a chi ha interesse a tenere lontani cittadini dalla politica.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con te. L'astensione, se non altro, non dà diritto a lamentarsi.
Mi disturba non poter esprimere la preferenza per Camera e Senato. Certe solite facce dovrebbero imparare cosa significa passare veramente il giudizio degli elettori e non rispondere solo ai vertici dei loro partiti.
Dino.

Anonimo ha detto...

Non sono d'accordo.
Chi non si sente rappresentato ha diritto di astenersi, soprattutto perchè votare i "meno peggio" non è un buon sistema.
Alle ultime elezioni ho votato una "coalizione" perchè facesse meglio di quella che stava al governo prima e ha disatteso tutti i punti del programma per cui le avevo dato il mio voto (in realtà più che di programmi si dovrebbe parlare di buoni propositi). Allora avevo diritto a lamentarmi ?
Non c'è aria nuova quest'anno. Come al solito tutto deve cambiare per restare com'era.
Il mio voto e quello di tanti altri non cambierà assolutamente nulla in ogni caso.
I giochi sono già stati fatti.

Vale

Raffaele Leo ha detto...

Il diritto di lamentarsi come quello di protestare sono sacrosanti. MO' BASTA però non vuole solo dare voce ai tanti, troppi giustamente delusi dalla politica italiana, vuole andare oltre. Come scritto nella presentazione del blog, proteste e lamenti da soli non bastano a cambiare le cose. La buona politica ha bisogno della più ampia partecipazione possibile. Hai ragione nel dire che i giochi sono praticamente già fatti per quanto riguarda i nomi dei prossimi parlamentari, ma non i rapporti di forza tra i partiti e le coalizioni in lizza. Pur rispettando la decisione di chi ha scelto di non votare non ritengo giusta l'astensione che, come già detto, finirà per fare un favore a chi, anche adottando l'attuale legge elettorale, ha interesse a tenere i cittadini lontano dalla politica o, meglio, dai loro affari.

Anonimo ha detto...

Rimango della mia idea.
I cittadini di uno Stato democratico hanno solo un momento per dire veramente la loro. Personalmente non intendo sprecarlo anche se non mi soddisfa il 100% del programma o dei candidati dello schieramento che ho scelto.
L'alternativa della non-partecipazione delega ad altri la scelta e allora sì che i giochi non li fai tu.
Se l'ho ben colto, questo è proprio lo spirito di MO-BASTA. Riprendiamoci l'Italia!
Dino.

Laura ha detto...

Mi arriva quasi tutti i giorni la seguente mail:
Pochi lo sanno, ma la legge prevede la possibilità di rifiutarsi di votare e metterlo a verbale.
Quando si va al seggio e dopo che le schede sono vidimate si dichiara
che ci si rifiuta di votare e si vuole che sia messo a verbale.
Le schede di rifiuto sono CONTATE e sono VALIDE, contrariamente alle
schede nulle o bianche o all'astensione dal voto.
Nessun mass-media ne parla, sembra che i giochi siano già fatti, e
probabilmente molti andranno a votare il "meno peggio". Etc. Etc.
*****
Giusto o sbagliato che sia, la gente si muove e questo è il vero inizio positivo.

Raffaele Leo ha detto...

Questa legge elettorale non piace a nessuno, tranne a chi l'ha voluta pur definendola una "porcata". Ribadisco che l'astensione è legittima come pure la verbalizzazione del rifiuto al voto che poi in effetti è un "non voto" perchè non ci consente di scegliere nominativamente chi mandare in parlamento. L'attuale legge verrà superata dal prossimo parlamento o, come più probabile, dal referendum solo rinviato. Nel frattempo meglio partecipare anche votando chi riteniamo meno peggio purchè assumiamo l'impegno di fare ciò che ci è possibile per rendere migliore la politica.

Anonimo ha detto...

sono dell'opinione che sia necessario andare a votare pur con una legge elettorale cretina ma che però funziona perchè impedisce di governare. Solo che ora colpirà il centro destra (della serie: chi la fa l'aspetti). Penso anche che siamo un pò masochisti perchè sento con stupore persone che so che hanno votato centrosinistra dire ora "tappandomi il naso andrò a votare". Pur con un governo di difficile gestione [non dimentichiamoci figlio della legge elettorale definita "porcata"], sicuramente non abbiamo fatto leggi ad personam derubricando atti prima dolosi, non abbiamo fatto leggi per arricchimenti personali, non abbiamo operato per una società classista, non abbiamo avvantaggiato i ceti più abbienti, non abbiamo esaltato l'evasione fiscale e l'elusione fiscale [siamo tra l'altro stati definiti coglioni], non abbiamo esaltato il machismo, non abbiamo esaltato il fascismo, non abbiamo tirato la religione per i cavoli nostri e usurpato il ruolo del Messia, non è stato aumentato il periodo lavorativo rendendolo operativo dopo le elezioni, non abbiamo invitato 25.000 persone ad abbandonare il suolo patrio perchè indesiderati [ve li immaginate quante corriere o treni necessari per questa operazione di nazimemoria], non abbiamo proposto di affondare i pescherecci e nemmeno di pulirci il ..lo con la bandiera, che bisogna convivere con la mafia perchè business is business ... tra l'altro in questo elenco mancano sicuramente tante altre cose; ci vorrebbe una lavagna virtuale su cui riassumere tutte le perle degli anni 2001-2006 e ci accorgeremmo che qualcun'altro dovrebbe tapparsi il naso perchè continuano a votare centrodestra. Queste riflessioni per provare a dire che si poteva fare di meglio in questa anno e mezzo e che il PD può rappresentare l'occasione per vedere se è possibile cambiare il paese offrendo nuove opportunità a chi approccia per la prima volta al mondo del lavoro, la possibilità di diversificarsi per chi per età non è più considerato (ormai basta avere 40 anni, più incisive salvaguardie per i ceti più deboli e per le famiglie ove per necessità ormai è necessario lavorare in due per vivere decentemente)senza essere condizionati in estenuanti mediazioni. Poi, se non ha funzionato, le responsabilità sono precise senza incolpare il destino cinico e baro. Sono stato lungo e forse prolisso ma ritengo che valga la pena vivere questo che per ora può sembrare un sogno. Con rispetto per chi non è d'accordo, ciao. franco

Raffaele Leo ha detto...

La memoria non è una qualità molto diffusa negli Italiani, forse proprio per questo gli imbonitori spesso prevalgono sulle persone che con serietà e rigore fanno il proprio dovere. Silvio Berlusconi nel corso di una convention di venditori di Publitalia, intrattenne i propri dipendenti sul concetto:"Il cliente, il pubblico, è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". Dello stesso parere era Phineas Tylor Barnum, inventore del circo moderno. Una volta un giornalista gli chiese quale era la chiave del suo successo. Barnum lo invitò ad affacciarsi alla finestra del proprio studio: "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue".