Lo scorso autunno è uscito nelle sale il film di Roberto Faenza "I Vicerè" liberamente tratto dall'omonomo romanzo di Federico De Roberto. Il film anche se ambientato nell'Italia del risorgimento e dell'unificazione è di straordinaria attualità. Alcuni volti e certi slogan della campagna elettorale mi hanno fatto tornare in mente una frase pronunciata dal Principe Giacomo, magistralmente interpretato da Lando Buzzanca: "Adesso che è fatta l'Italia dobbiamo farci gli affari nostri!". Questa frase rappresenta il manifesto programmatico di chi riesce a restare a galla a dispetto degli eventi e delle rivoluzioni storiche. Per i Vicerè di ieri e di oggi non esistono nè ideologie, nè partiti, nè movimenti e nè idee che non possono essere abbracciate pur di perseguire sempre e comunque i propri affari. All'interesse generale antepongono sempre quello personale. Per loro qualsiasi partito va bene purchè abbia a disposizione la poltrona desiderata altrimenti si cambia anche passando da uno schieramento all'altro con la disinvoltura di chi ha la consapevolezza che la massa è sempre disposta a digerire tutto pur di assecondare la voglia di potere del proprio benefattore o presunto tale. Probabilmente ha ragione Consalvo (Alessandro Preziosi), primogenito del Principe Giacomo: "Gli uomini sono, sono stati e saranno sempre gli stessi…"mercoledì 26 marzo 2008
L'Italia de I Vicerè
Lo scorso autunno è uscito nelle sale il film di Roberto Faenza "I Vicerè" liberamente tratto dall'omonomo romanzo di Federico De Roberto. Il film anche se ambientato nell'Italia del risorgimento e dell'unificazione è di straordinaria attualità. Alcuni volti e certi slogan della campagna elettorale mi hanno fatto tornare in mente una frase pronunciata dal Principe Giacomo, magistralmente interpretato da Lando Buzzanca: "Adesso che è fatta l'Italia dobbiamo farci gli affari nostri!". Questa frase rappresenta il manifesto programmatico di chi riesce a restare a galla a dispetto degli eventi e delle rivoluzioni storiche. Per i Vicerè di ieri e di oggi non esistono nè ideologie, nè partiti, nè movimenti e nè idee che non possono essere abbracciate pur di perseguire sempre e comunque i propri affari. All'interesse generale antepongono sempre quello personale. Per loro qualsiasi partito va bene purchè abbia a disposizione la poltrona desiderata altrimenti si cambia anche passando da uno schieramento all'altro con la disinvoltura di chi ha la consapevolezza che la massa è sempre disposta a digerire tutto pur di assecondare la voglia di potere del proprio benefattore o presunto tale. Probabilmente ha ragione Consalvo (Alessandro Preziosi), primogenito del Principe Giacomo: "Gli uomini sono, sono stati e saranno sempre gli stessi…"
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)






3 commenti:
Per parlare di Programma: sul tema Grillo propone di vietare ai parlamentari di venir eletti per più di due legislature. Personalmente non so cosa pensare. Tra la presunta onestà dei nuovi e la supposta competenza dei "vecchi" forse scelgo la seconda...
Dino
La proposta di Grillo è sbagliata al pari dell'attuale legge elettorale. Siamo noi elettori che dobbiamo decidere se confermare o meno i nostri rappresentanti anche per più di un mandato se si dimostrano onesti e competenti. Il criterio discriminante non è l'età bensì la competenza e l'onestà.
per quanto riguarda Fini, è parte del costume italiano per cui le notizie hanno lo spazio di un mattino e poi il tutto viene rullato dalle ultime novità; dovremmo impostare un discorso un pò più serio a livello nazionale (finanziamo manifesti nelle strade?) su queste incongruenze. Abbiamo la prima occasione sull'Alitalia: dov'è la tanto sospirata cordata finanziaria? perchè la CISL è così contenta dell'acquisto della compagnia da parte delle FS (vuole continuare a difendere i privilegi ottenuti sinora che cozzano con una gestione corretta dal punto di vista economico di un'impresa?)? Per quanto riguarda l'ICI, ci sarà qualche manifesto del PD che dirà che era già previsto in finanziaria il ritorno del 40% dell'imposta (vedremo che il Berlusca dirà che non è possibile azzerarla ma solo inizialmente ridurla del 40%)? Se la TV è in mano alla destra, quanto costa una ficcante campagna di manifesti su ciò che è stato promesso e non viene fatto e su ciò che viene fatto ma è frutto di un provvedimento del governo Prodi? Non ritengo sia una operazione sterile operare in questa modalità, sempre meglio che correre il rischio della vecchia bicamerale dove i rischi sono sempre stati del centrosinistra con la bussola in mano al centrodestra; buoni sì ma non fessi. Franco
Posta un commento